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Theatro dell’udito

HUMORI DI PIAZZA E DI CONTRADE per un "THEATRO DELL'UDITO"

INTINGOLETTI E FRUTTI SELVATICI DI CANTO PROFANO DELL'EMILIA DEL XVI SEC.
con mascherate, canzonette, villotte, justiniane, serenate, vinate,
modernamente ricreate dal CORO T.L. DE VICTORIA
per l'occasione, nei panni de "I cantori della commedia harmonica"

Musiche di Adriano Banchieri (1567-1634) e Orazio Vecchi (1550-1605)
testi di Giulio Cesare Croce

Con il titolo "Humori di piazza e di contrade per un theatro dell'udito" il Coro T.L. de Victoria intende proporre una serie di brani che appartengono a una tradizione musicale profana fiorita verso la fine del XVI secolo, e che ha avuto in Orazio Vecchi, modenese, e Adriano Banchieri, bolognese, i suoi massimi esponenti.

Più in particolare, si tratta di un collage di brani presi dalle raccolte più rappresentative dei due compositori emiliani, e raggruppati in tanti quadri che si rifanno ai generi musicali dell’epoca, spesso ispirati dalla cultura popolare dell'Emilia del tardo cinquecento e dalla nascente commedia dell'arte. Brani da "cantare allegramente", come nelle intenzioni del Banchieri e da eseguire con lo spirito dell’intrattenimento, in forma scenico-rappresentativa, come indicato dal Vecchi con la sua felicissima espressione "Theatro dell'udito".

Tutti questi canti sono spesso introdotti e arricchiti con citazioni e testi recitati di un terzo personaggio dell'epoca, il poeta-cantastorie Giulio Cesare Croce, amico e collaboratore del Vecchi, autore di quel Bertoldo e Bertoldino il cui spirito Adriano Banchieri tenterà poco più tardi di far rivivere sotto lo pseudonimo di Camillo Scaligeri della Fratta, col seguito de La novella di Cacasenno, e soprattutto acuto e sensibile interprete di quegli "humori di piazza e di contrade" che tanto caratterizzano anche la produzione popolaresca, poetica e musicale, dei nostri due autori.

Da tutto ciò, emerge uno spaccato della vita musicale dell'Emilia della fine del XVI secolo, e più in particolare, delle terre comprese fra Modena e Bologna, che i componenti del T.L. de Victoria, per l’occasione nei panni de I cantori della commedia harmonica, interpretano con intermezzi mimici e con una vocalità e uno spirito volutamente popolari, al di fuori di ogni impostazione accademica, con il fine costante di creare e mantenere per tutta la durata dello spettacolo una sorta di gioiosa atmosfera fatta di carnevalate, mascherate, capricciate, battaglie amorose, serenate, villotte, vinate e altri lazzi "humorosi".

* * *

Lo spettacolo, della durata di circa 75 minuti, è particolarmente indicato per teatri, per corti di castelli o di ville signorili, o anche per piccole e caratteristiche piazze di città o di paese, purché dotate di buona acustica e di un’area di lavoro per il coro di circa 48 m2 (8x6), eventualmente (ma non necessariamente) dotata di pedane non più alte di mezzo metro, ben illuminata e possibilmente a stretto contatto con il pubblico per permetterne il maggior coinvolgimento possibile.

* * *

Riferimenti bibliografici

BRANI CANTATI
Adriano Banchieri: madrigali e arie dal "Festino nella sera del giovedì grasso avanti cena" (1608) e da "La saviezza giovenile" (1628).
Orazio Vecchi: arie, canzonette, capricci e balli dalla "Selva di varia ricreazione" (1590), dal "Convito musicale" (1597), dal "Secondo libro di canzonette" (1581) e dal "Quarto libro di canzonette" (1590).

BRANI RECITATI
Adriano Banchieri: testi dal "Festino nella sera del grasso avanti cena"; e da "La saviezza giovenile".
Giulio Cesare Croce: testi presi da commedie, scritti, e "ventarole varie", riportati per la maggior parte nel volume "Affanni e canzoni del padre di Bertoldo" a cura di Massimo Dursi - Edizioni ALFA, Bologna, 1966.
Orazio Vecchi: testi dalla "Selva di varia ricreazione", "Le veglie di Siena", "Convito musicale" e dal "Capitolo autobiografico di Orazio Vecchi", componimento di 116 terzine endecasillabe, ora custodito nella Biblioteca universitaria di Bologna.

Programma

CARNEVALATE SPASSOSE PER INTRODUZIONE
O.Vecchi - Gioite tutti 'n suoni 'n canti e 'n balli (saltarello a 5 detto "Il Vecchi")
A.Banchieri - Il diletto moderno per introduzione (madrigale a 5)

IL BALLETTO E LE MASCHERATE GUSTOSE
A.Banchieri - Gli amanti morescano (moresca)
A.Banchieri - Justiniana di vecchietti chiozzotti
O.Vecchi - Non mi stornir pi el cao (giustiniana a 3)
A.Banchieri - Mascherata di villanelle
A.Banchieri - Mascherata d'amanti

I MADRIGALI E LE CANZONETTE SERIOSE
O.Vecchi - So ben mi ch’à bon tempo (canzonetta a 5)
O.Vecchi - Fa una canzone senza note nere (canzonetta a 4)
O.Vecchi – Affrettiamoci (canzonetta a 6)

I LOTTI E I GIOCHI BRIOSI
O.Vecchi – Lotto amoroso (a 7):
- Chi mett'al lotto (1a parte)
- Sua ventura (2a parte)
- Ora che'l crin (3a parte)

LE BATTAGLIE E I DISPETTI AMOROSI
O.Vecchi - Battaglia d'amor e dispetto (a 10):
- Accingetevi tutti (1a parte)
- Da l'altra parte (2a parte)
- Ecco mastra del campo (3a parte)
- Intanto grida (4a parte)

LE BARCELLETTE E I LINGUAGGI HUMOROSI
A.Banchieri - Capricciata a tre
A.Banchieri - Contraponto bestiale alla mente

LE SERENATE E LE CAPRICCIATE GIOIOSE
O.Vecchi - Tiridola (serenata a 6; 1a parte)
O.Vecchi - Sai ch'io ti dico (serenata a 6; 2a parte)
O.Vecchi - Sapete voi bifolci (villotta a 6)
O.Vecchi – O bella o bianca (villotta a 6)
O.Vecchi - Sanità e allegrezza (giustiniana a 3)
O.Vecchi - Margarita dai corai (capriccio a 5)

I MESTIERI E LE VINATE SCHERZOSE
A.Banchieri - I tre duttur (aria a 3)
A.Banchieri - Sproposito di goffi (canto di solfanari)
A.Banchieri - Intemedio di venditori di fusi
A.Banchieri - Gli festinanti (canto conviviale)
O.Vecchi - Cicirlanda (vinata a 5)
O.Vecchi - Jeu veu le cerf (chanson à boire)