Misa criolla e Navidad nuestra
Per voci soliste e coro a voci miste, con accompagnamento strumentale.
MISA CRIOLLA: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei
Questa opera, conosciuta in tutto il mondo, è stata concepita come una grande espressione liturgico-popolare. Essa è una felice combinazione di melodie di Ariel Ramirez con forme, melodie, e ritmi propri della tradizione Argentina e dell'America spagnola. Composta nel 1963, in conformità con lo spirito conciliare, su un testo castigliano approvato dalla Commissione liturgica per l'America Latina, la Messa è stata registrata nel 1964 a Buenos Aires, ed eseguita in pubblico per la prima volta il 12 marzo 1967 nella Rheinhalle di Düsseldorf, sotto la direzione dello stesso compositore.
Ariel Ramirez ha concepito questa sua composizione come un'opera per voci soliste e coro, con accompagnamento di strumenti ritmici regionali quali i "bombos legüeros", i "cocos", le "cascabeles", le "tumbadora", e altri, che insieme alle chitarre, al "charango" (piccola chitarra a cinque corde con la cassa ricavata da una corazza d'armadillo), e ai flauti (di Pan, rustico, ...), si uniscono all'arpsicordo, strumento che, per la sua sonorità e per il suo tradizionale potere evocativo, è stato scelto come voce guida. I testi della messa corrispondono alle parti ordinarie, e cioè, Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei.
- La messa comincia con il Kyrie sui ritmi andini della baguala e della vidala.. Attraverso questi ritmi, propri del nord e adatti al canto solistico, il Kyrie acquista una dimensione commovente e supplicante, in grado di comunicare il profondo senso di dramma, proprio della regione solitaria e desertica degli altipiani andini.
- Anche il Gloria si sviluppa su un ritmo del nord Argentina e delle zone boliviane confinanti: il carnavalito yaraví (in 2/4 e in modo minore). Il carnaval è una delle danze più diffuse e popolari delle regioni montuose della parte nord occidentale dell'Argentina. Però, nel caso specifico, il ritmo del Gloria risulta più raccolto, così come lo esige la parte della Messa dedicata alla esaltazione della maestà del Signore. Nel suo complesso, il movimento si sviluppa in due tempi, con un intervallo di raccoglimento che contribuisce a rendere più brillante la ripresa del carnavalito stesso nella parte finale del canto.
- Nell'opinione di Ramirez - e della critica in generale - il Credo è il brano più difficile, ma anche più riuscito dell'intera opera. Alle difficoltà tecnico musicali di questo brano - difficoltà che da sempre questo tipo di composizioni assegna al Credo - si vanno a sommare le difficoltà legate alla scelta del dialetto da cantare. La chacarera trunca, originaria di Santiago del Estero, una provincia del nord dell'Argentina, soddisfa completamente tutte le esigenze artistiche del brano. La professione di fede si sviluppa attraverso un ritmo quasi ossessivo, straziante ed emozionante, che culmina con le parole finali della orazione, a conferma di una certezza superiore nel trionfo della vita eterna sulla morte corporale.
- Una delle forme più belle e singolari del folklore boliviano - il carnaval cochabambino - caratterizza il Sanctus, con il suo ritmo ternario marcato e soggiogante, tipico di Cochabamba e ben conforme a questa sequenza in cui si osanna la gloria che pervade i cieli e la terra.
- Infine, la preghiera per la pace, l'Agnus Dei, si esprime con un tipico estilo pampeano (stile delle pampas). Le voci delle pampas esprimono di solito sentimenti di solitudine e di distanza, sentimenti che sono classici delle produzioni musicali della pianura argentina. In questa sequenza, l'ultima, il maestro Ramirez, è riuscito a esprimersi in forma semplice e raccolta, e a trasmettere attraverso l'orazione un anelito universale di pace.
Con questa sequenza di gran dignità musicale, si chiude un'opera che ha meritato l'ammirazione dei critici di tanti paesi e una adesione senza precedenti del pubblico argentino e americano. Un'opera che dimostra la capacità delle forme musicali della terra argentina a mantenere e a trasmettere i valori più alti della vita umana, come pure l'attitudine dello spirito religioso a promuovere le espressioni popolari che possono trasmettere le loro durature emozioni.
L'arrangiameno corale è stato composto dal padre Jesús Gabriel Segade. Anche se questa era la prima volta che padre Segade si cimentava in questo genere musicale, gli si deve attribuire il grande merito di non essersi allontanato dallo stile popolare e regionale voluto da Ramirez, aspetto, questo, che ha reso molto importante il suo contributo alla realizzazione di questo lavoro.
NAVIDAD NUESTRA (La nostra natività): La anunciacion (chamamé), La peregrinacion (huella pampeana), El nacimiento (vidala catamarqueña), Los pastores (chaya riojana), Los reyes magos (takirari), La huida (vidala tucumana).
Una rappresentazione popolare della natività, su testi poetici di Felix Luna e basata sui ritmi e sulle tradizioni proprie dell'Argentina e delle diverse regioni dell'America latina
Se la Misa criolla è stata concepita tenendo conto delle esigenze di un tema pieno di maestà, la Navidad nuestra deve essere vista come un quadro indigeno, come una rappresentazione creola della natività di Gesù. In essa, ciascun momento del mistero della incarnazione è espresso in forma popolare, con tutta la tenerezza che il miracolo di due millenni fa evoca nello spirito della gente semplice e di fede.
Ariel Ramirez ha dato a ogni episodio della natività una voce regionale distinta e peculiare: uno chamamé per l'annunciazione a Maria; una huella pampeana per il pellegrinaggio di Giuseppe e Maria; una vidala catamarqueña per la nascita del Cristo; un ritmo di chaya riojana per l'adorazione dei pastori; un tempo di takirari per l'adorazione dei re magi; una vidala tucumana per la fuga in Egitto della Sacra famiglia.
Per rivestire la musica di questi canti, sono stati necessari versi semplici e pieni di tenerezza. Parole, cioè, che fossero capaci di ripetere e descrivere l'emozione che ha accompagnato il miracolo della natività. Il poeta che si è assunto questo compito, collaborando con Ariel Ramirez nella elaborazione dei canti della Navidad nuestra, è stato Felix Luna. Le sue liriche, unite alle melodie di ispirazione popolare composte da Ariel Ramirez, hanno reso possibile il successo di una forma che pur mantenendo le caratteristiche ispano-americane, ha saputo acquisire un valore e uno spessore universale.
Quest'opera ha unito insieme il talento creativo e l'emozione interpretativa di uomini e donne che vogliono continuare a testimoniare, al di là e al di sopra di ogni confine, il mistero dell'amore e della fede, descritto con parole e con melodie rivestite di dignità e di rara bellezza, e proprie dello spirito vivido della terra ispano-americana.
ARIEL RAMIREZ
Nato nel 1921, a Santa Fe (Argentina), Ariel Ramirez, pianista e compositore, si caratterizza per l'uso degli elementi musicali colti nella creazione e nella interpretazione del folklore del suo paese e dell'America. Per vari anni ha percorso in lungo e in largo il territorio argentino per studiarne le espressioni melodiche e ritmiche tradizionali. Dal 1945 ha svolto concerti in quasi tutti i paesi dell'America e dell'Europa, come solista, o alla guida della “Compagnia folkloristica argentina”, da lui fondata nel 1955.
Sulla base di apporti in puro vernacolo, Ariel Ramirez ha creato composizioni la cui bellezza e complessità hanno contribuito a rendere universale la musica della sua terra. In questo senso, viene considerato attualmente come uno dei più grandi compositori di musica folklorica del suo paese, e certamente, come quello che in maniera più brillante ha infranto i limiti propri della musica nativa, per rivestirla, senza deformarne l'essenza autentica, di una qualità che ha trovato grande interesse e successo presso il pubblico di tanti paesi.